DIARI DI VIAGGI

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Viaggi dell'anima, viaggi in terre lontane, viaggi onirici, viaggi nei sonni, viaggi con ritorni, viaggi sognati, viaggi ad occhi aperti, viaggi ad occhi chiusi, viaggi senza fine, viaggi per lavoro, viaggi per divertimento, viaggi in una casa, viaggi intorno al mondo, viaggi in terre desolate, viaggi in terre ricche, viaggi poveri, viaggi ricchi, viaggi con la valigia, viaggi senza averi, viaggi sulla luna, viaggi con amici, viaggi solitari, viaggi...viaggi... Nuova pagina 1

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Arte, la Toscana rende omaggio a Molinari

Arte, la Toscana rende omaggio a Molinari

La conferenza stampa di presentazione della mostra di Castellina Marittima e del diario inedito saranno presentati alla stampa venerdì 29 giugno, ore 12, in Consiglio regionale

Firenze – La Toscana rende omaggio al maestro Antonio Molinari, scenografo e pittore, una delle più innovatrici figure di artista ed intellettuale dell’Italia del Ventesimo secolo. Il prossimo 7 luglio, all’Ecomuseo dell’Alabastro di Castellina Marittima in provincia di Pisa, si inagurerà la mostra “Il pittore-scenografo della Scala, la storia di Antonio Molinari”, organizzata dalla Caesar Onlus di Livorno, una cooperativa che opera nel settore dei beni culturali, in collaborazione col Comune di Castellina Marittima e con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Pisa. Alla mostra diretta artisticamente da Raffaela Maria Sateriale e Roberto Russo, che durerà fino al 30 settembre, sarà abbinata l’uscita del diario inedito di Molinari, intitolato “L’ideale raggiunto?”, curato dallo stesso Russo, che della Cesar Onlus è il presidente. La mostra di Castellina e il diario inedito di Molinari saranno presentati alla stampa venerdì 29 giugno, ore 12, presso la sala Montanelli di Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana. Oltre al vicepresidente del Consiglio toscano, Paolo Bartolozzi, ed ai curatori Russo e Sateriale, alla conferenza stampa parteciperanno anche il sindaco di Castellina Marittima, Manolo Panicucci, e Giuseppe Molinari in rappresentanza degli eredi e dell’archivio Molinari di Milano. (mc)

L'IDEALE RAGGIUNTO?

 PREFAZIONE DI ROBERTO RUSSO

La Storia di Antonio Molinari


Le origini


Antonio Molinari nasce il 23 dicembre 1902 a Bellinzona da Giuseppe e Fausta Pizzardi. Il padre Giuseppe è figlio di Alessandro Antonio Molinari e Irene Maranini, di Gambulaga, una frazione del Comune di Portomaggiore in provincia di Ferrara. Giuseppe è il primogenito, nato il 12 maggio del 1874, seguono poi Raul, Sandro, Maria ed Elena. Alessandro Antonio, classe 1835, è una persona rispettata che svolge l'attività di fattore e amministratore fondiario per il Conte di Bagno. Nella casa di campagna a Gambulaga i Molinari vivono in serenità e il capofamiglia si diletta nella passione per il canto e per gli strumenti a fiato, fondando nel 1870 a sue spese una banda musicale composta di 27 elementi. Ogni domenica è una festa nei paesi dove si esibisce la banda e le arie verdiane sono le preferite. Una carrozza a due cavalli completa la scenografia degli spettacoli. Guai a chi ne parli male! Frequenti sono gli accessi d'ira che mai, però, sfociano nella violenza; piuttosto memorabile l'occasione quando Alessandro insegue con il fucile a pallettoni il malcapitato che aveva denigrato la sua creatura musicale!

continua...

 

IL DIARIO

- Molinari Antonio -

 


L ’ I D E A L E R A G G I U N T O ? . . .


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La tragedia contemporanea


e la visione per un mondo migliore


 

Scritto in Vienna, 1944-45.

 

I Episodio = Decisione

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1° Capitolo = Il Capitano Carlo P…


La signora Elvira, moglie di un mio carissimo amico è venuta oggi a casa mia dopo quindici giorni dall’annuncio della morte di suo marito sul fronte russo. Ha con sé la motivazione della medaglia concessagli al valor militare.

Il Cap. Carlo P., eroico aviatore, fulgida figura di soldato, combattente in Africa e in Spagna, cadde da eroe nei cieli di Russia. Italiano e fascista, amò la Patria sino al sublime sacrificio. Ha al suo attivo numerosi voli di guerra e 35 vittorie. È stato proposto per la medaglia d’oro. La Patria si inchina a tanto eroismo. Il suo spirito riposa nei cieli degli Eroi.”

Cielo di Russia, luglio 1942.


Leggo la motivazione e penso al caro scomparso. Mia madre considera la signora Elvira quasi come fosse sua figlia. È piena di cure amorose. Ella è molto triste e per quanto noi facciamo tutto il possibile per consolarla, la poverina piange. È giovane e bella e nell’abito a lutto sembra ancora più giovane. Mi piace con lei parlare del capitano, rammentare i giorni passati in compagnia specialmente sulla bella spiaggia ligure ove suo marito, buontempone, si divertiva a nascondere le barchette delle ragazze sotto la sabbia.

Ero ospite nella sua villa situata sulla collina a poche centinaia di metri dal mare. Alto, robusto, elegante nella divisa di aviatore, mentalità militare, era stimato da tutti e ammirato dalle ragazze da marito. Le signorine dicevano: -Peccato che il capitano sia ammogliato- Così pure dicevano le buone e brave mamme sulla spiaggia. Noi eravamo due buoni e inseparabili amici, facevamo delle discussioni specialmente politiche e sociali. Gli dicevo, per esempio: -Spiegami un po’ perché si parla sempre di grandezza della Patria, di prepararsi a difenderla e tante altre storie?…-

-Insomma- mi rispondeva -Tu non capisci cosa vuol dire grandezza della Patria?-

-A mio parere “grandezza della Patria”, almeno nel significato che si suol dare all’espressione, vuol dire, in brevi parole, rompere le scatole al prossimo, attaccar briga e infine fare la guerra.

Hai visto come hanno fatto a creare pasticci in Abissinia? Hanno cominciato col dire che soldati italiani sono stati attaccati da bande abissine ai confini e così si è trovata la scusa per fare la guerra. Questo è stato fatto per la grandezza della Patria?-

-Certo, si è fatta la guerra per creare l’Impero.-

-Perché si sono mandati tanti giovani in Spagna a combattere?-

-Il comunismo rappresentava un grave pericolo per il nostro paese e allora Franco, con l’aiuto del fascismo, ha potuto schiantare il comunismo.-

-Ma tu credi che il comunismo sia sepolto in Spagna? Ma se i soldati italiani che ritornano dicono che gli spagnoli sono più comunisti di prima.-

-Non dar retta, sono fantasie.-

-E no caro amico, i soldati sono persone semplici, non raccontano delle bugìe. Le frottole le raccontate invece voi, che siete cresciuti in un ambiente ricco ed aristocratico, cresciuti nelle vostre scuole militari ove non si insegna altro che grandezza della Patria, ove solo si apprende a fare la guerra con metodo scientifico e ad ammazzare gente.-

-Ma insomma, tu sei un idrofobo antimilitarista!-

-Sì caro, idrofobo antimilitarista. Vedremo in seguito chi di noi avrà ragione. Intanto, se osservi bene, il popolo è stanco di guerre e di pagine di storia …-

Con la vedova io rammento tutto questo. Mia madre m’interrompe: -Lascia stare la signora con i suoi ricordi… lasciala in pace.-

-No cara signora, Toni era l’amico prediletto di mio marito. Gli voleva tanto bene ed è per me un piacere, un sollievo, sentire parlare di lui. Erano due caratteri contrastanti ed era interessante essere presenti alle loro discussioni. Mio suocero diceva, quando entrava in casa:

Ecco il pittore, ecco l’idealista che vorrebbe cambiare il mondo.-

-Siete voi che volete cambiare il mondo fabbricando bombe, Lei caro P… proprietario di una fabbrica d’armi.-

-E che debbo fare, lasciare la mia fabbrica?-

 

-Sissignore, dare le dimissioni ed andare in campagna. Ha parecchi milioni, ne dia qualcuno per opere di bene e se ne vada in santa pace nella quiete della sua villa a Stresa o al mare. Come si fa, Signor Giuseppe, a credere in Dio ed assistere la Messa tutti i giorni e nel medesimo tempo dirigere una fabbrica di bombe? Ma non pensa quanti morti hanno fatto le sue armi?! Io, al suo posto, giorno e notte vedrei fantasmi, cadaveri, mutilati, vedove, orfani, città distrutte, sentirei la maledizione di milioni di persone e invece lei è tranquillo. Non le sembra un paradosso questo? Perché non risponde?- -Mio marito rideva-: -Interessante l’argomento. Papà è in imbarazzo, non sa trovare la risposta.- -La mia fabbrica fa proiettili e bombe ma non io ho voluto la guerra, la mia coscienza è tranquilla, caro pittore.-

-È in errore signor Giuseppe, lei personalmente non ha voluto la guerra, però l’alimenta con la sua produzione e si rende così anche lei responsabile. Chi è più colpevole, l’aviatore che lascia cadere le bombe sulle città o quelli che le costruiscono?-

-Senti, caro papà, interruppe Carlo, io dormo tranquillo; il colpevole sei tu che fabbrichi le bombe. Se invece ci dessero cioccolata, caramelle o giocattoli noi aviatori si lascerebbe cadere sulle città questa roba e forse si vincerebbe più in fretta una guerra. Non è vero Toni?-

-Si caro Carlo, con le vostre bombe non si vince la guerra.-

2° Capitolo = Il gigante dell’aria................................................................

 

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DIARIO INEDITO DI ANTONIO MOLINARI

L'IDEALE RAGGIUNTO?

 

 
Titolo: L'Ideale raggiunto?
Autore: Antonio Molinari
Revisione testuale, note e prefazione a cura di Roberto Russo
Anno di pubblicazione: 2007
Argomento: diario storico
Formato: 15x21
Legatura: brossura
Pagine: 300
Illustrazioni: -

ISBN: 978-88-903001-0-3

Prezzo di copertina: ¤ 18,00


 
L'IDEALE RAGGIUNTO?
 
DAL 9 LUGLIO 2007 NELLE MIGLIORI LIBRERIE
 
PRESENTAZIONE IL 7 LUGLIO PRESSO L'ECOMUSEO DELL'ALABASTRO A CASTELLINA MARITTIMA (PI)
 
 
Dal 1946 al 1962 Antonio Molinari fu pittore-scenografo del Teatro alla Scala di Milano e subito dopo docente di scenotecnica e scenografia all’Accademia di Brera (fino al 1973).
Ma il percorso biografico non fu da meno dell’esperienza ‘pubblica’: fu convinto oppositore del regime a tal punto da dover sfuggire con l’esilio volontario ai controlli e perquisizioni della polizia fascista. Nel marzo del 1944 si recò in Austria a Vienna e là rimase fino al maggio del 1945, quando l’Armata Rossa liberò la capitale austriaca. Di questo lasso di tempo e di tutte le vicissitudini che attraversò, dei personaggi che incontrò o di cui ebbe profonda conoscenza lasciò traccia in un Diario finora inedito e intitolato ‘L’Ideale Raggiunto?’.
Testo avvincente e avventuroso e scritto all’epoca dei fatti, ripercorre in maniera veridica le tragiche esperienze della guerra (il Lager di Vienna, i bombardamenti alleati, la fame, i saccheggi, la solidarietà, le atrocità naziste, la persecuzione degli Ebrei, i ricordi) e le componenti politiche e sociali che condizionarono l’Europa e l’umanità intera.
Un documento non solo personale ma soprattutto storico da cui escono fuori nuovi particolari su argomenti di spessore politico, sociale e culturale, ma soprattutto sulla maledizione della guerra e delle sofferenze da essa cagionate. Riscoprire questo testo è riscoprire l’anima di un vero italiano, che pur riconoscendo gli irreparabili errori del Fascismo, cercò di affermare princìpi di uguaglianza e umanità nelle persone che incontrò e con cui ebbe a che fare.
Non è un caso che il 1° maggio 1945 gli ufficiali dell’Armata Rossa lo incaricassero di pronunciare il discorso agli Italiani presenti a Vienna e che Antonio Molinari stesso si prodigasse per il rientro  dei compatrioti e altresì si applicasse alla salvaguardia delle opere d’arte e dei documenti conservati presso l’Ambasciata d’Italia.
 
 
Roberto Russo (Livorno 1969), dopo gli studi classici e una lunga esperienza nella valorizzazione e gestione di beni culturali e monumentali (per enti pubblici e privati), ha intrapreso lo studio biografico ed artistico dell'intera produzione di Antonio Molinari, favorendo la fondazione dell'Archivio omonimo a Milano. Dallo studio approfondito dei documenti e delle testimonianze ne scaturisce la scoperta del Diario inedito e la relativa pubblicazione con la revisione testuale, che comunque ha tenuto conto del registro espressivo e della semplicità dell'esposizione. A questo si è accompagnata una rigorosa verifica scientifica delle fonti e la raccolta di ulteriori testimonianze scritte e orali a supporto delle affermazioni del Molinari. Ne esce fuori una complessiva conferma delle notizie riportate sul Diario e una serie di curiosità sul contesto culturale, sociale e politico dell'Italia fascista pre-bellica. L'ideale politico comunista di Antonio Molinari, caratterizzato da una solida fede cattolica, segna alcuni passi dell'opera ma non condiziona una lucida visione della realtà e la convinzione di ritrovare nel prossimo almeno un barlume di umanità e generosità. L'amore per l'arte, la speranza in una fratellanza universale, il forte spirito europeistico caratterizzano l'afflato del pittore-scenografo che insegnò a schiere di allievi l'amore per la cultura e la pura onestà.
 

 

Art Director Raffaela Maria Sateriale
 

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DIARIO STORICO

Chi non ha provato almeno una volta a scrivere un diario? E chi non ha sognato almeno una volta di vederlo pubblicato? Da qualche anno con la C.AE.S.A.R ONLUS abbiamo iniziato un interessantissimo percorso di ricerca e studio di un bellissimo diario che presto sarà edito.

 

Molinari e Raul, 1947

"L'IDEALE RAGGIUNTO?! di Antonio Molinari

Qui un anticipazione il resto lo potrete leggere tra qualche settimana acquistando il libro ma vi terrò informati.

 

  

 

Scritto la notte del 30 aprile 1945 – Molinari Antonio

 

Discorso del Partito Comunista e antifascista, fatto agli italiani il 1° maggio 1945 in Vienna

 

fatto da Molinari Antonio sulla grande piazza centrale di Vienna 1

 

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Italiani! Oggi 1° maggio 1945 segna una data storica per il nostro Paese, per l'Europa, per il Mondo. Le armate rosse hanno liberato i paesi oppressi dal fascismo. L'Armata Rossa ci ha liberati. Il nostro omaggio va agli oscuri soldati russi. Il nostro commosso omaggio va ai soldati che hanno dato la vita per la nostra liberazione. Molti di essi riposano nei giardini, nei parchi della città. Noi non li dimenticheremo.

Tutti noi abbiamo sofferto. Chi la prigionia, chi l'esilio, in terra tedesca. Fra voi ci sono uomini che hanno portato la divisa militare per molti anni. Sono stati obbligati gli Italiani a combattere in terra russa. Ecco il più infame tradimento compiuto dal fascismo verso il popolo italiano. Entrare nella fornace della guerra pur sapendo che il popolo la pensava diversamente.

Lo riconosce il capo nazista in un discorso dopo la caduta del fascismo, nell'agosto 1943. Egli disse: -Noi sapevamo che l'Italiano non voleva la guerra.-

-Non si fanno le guerre, non si formano gli imperi se ascoltiamo la voce del popolo,- disse l'ambizioso capo fascista italiano.

Su questa linea sbagliata si è fatta in Italia una politica antisociale, una politica che serviva una classe di politicanti corrotti, falsi, bugiardi e traditori.

Non si è servito il popolo, no.

Avete sofferto nella prigionia umiliazioni di ogni sorta. Siete stati obbligati a lasciare il vostro paese. Molti di voi hanno sofferto le atrocità tedesche nei campi di disciplina, voi avete sofferto la fame per colpa del fascismo.

Tutti abbiamo il desiderio di ritornare a casa nostra, rivedere, abbracciare i nostri cari. Cercate, compagni, di mantenere la calma, ancora per un po' di giorni. Io ho l'incarico di annunciarvi che si fa tutto il possibile affinché ognuno di noi ritorni a casa al più presto.

Attraverso enormi sacrifici vi siete formati un carattere deciso.

Scegliete, o compagni, una fede politica; difendetela contro qualunque insidia. Spiegate ai vostri figli, i vostri nipoti come avete sofferto. Devono sapere le sofferenze, i sacrifici e gli eroismi dei loro Padri.

Sotto il giogo fascista e sotto il terrorismo nazi-fascista migliaia di nostri fratelli sono stati fucilati, impiccati perché desideravano la libertà.

I nostri fratelli patrioti hanno combattuto eroicamente.

            La Bandiera italiana, macchiata d'infamia e di disonore dal fascismo, è purificata dai vostri sacrifici e dall'eroismo dei nostri Patrioti. Il traditore, in collaborazione con ambiziosi luogotenenti, dopo l'agosto 43 ha inaugurato con l'aiuto dei tedeschi nel nostro Paese la guerra civile.

Se questi traditori si fossero ritirati a vita privata dopo il crollo del fascismo nel luglio del 43, avrebbero risparmiato al paese altri dolori.

            Il destino ha voluto, però, che i traditori del popolo italiano avessero il meritato castigo nella città, ove fu la culla del fascismo.

Italiani... riprenderete nel paese il vostro lavoro con entusiasmo.

Dobbiamo ricostruire l'Italia, moralmente e materialmente, come l'abbiamo sognata nei giorni tristi, della nostra schiavitù, nella prigionia, nell'esilio.

È bene che i capitalisti italiani sappiano che il lavoratore non ha nessuna intenzione di sudare per i loro interessi. Il nostro sudore è a disposizione per il bene di tutti. Sappiano i capitalisti, che una mentalità vecchia e corrotta è crollata nel nostro paese nel 1945. O collaborare onestamente con noi, o ritirarsi a vita privata e mangiare il pane lavorato con le loro braccia.

            La Bandiera Rossa, simbolo di fratellanza fra i popoli, sventola trionfalmente nel nostro Paese e in tutti i Paesi liberati dal giogo nazi-fascista.

Italiani! Chiudiamo la nostra bella adunata con un saluto di riconoscimento al Maresciallo Stalin e ai capi politici e militari che hanno guidato le Armate rosse e antifasciste alla Vittoria.

1° Maggio 1945

 

Molinari Antonio

 

 



1    La Piazza Mozart. Una postilla manoscritta sulla prima trascrizione con macchina da scrivere recita:

            Il Partito mi ha dato l'incarico di fare il discorso per il 1° maggio. Lavoro tutta la notte e così mi sono preparato bene per parlare alla folla. Sono sul palco circondato dai compagni della direzione e da due ufficiali russi (ore 13).

                      Folla immensa: italiani, francesi, russi, serbi insomma tutti europei rimasti per tanti anni sotto la diabolica  svastica. Ora l'incubo è finito e questo 1° maggio sarà impresso nella mia memoria come una magnifica visione   indimenticabile. Coraggio Tony. Ti abbraccio, tuo aff.(ezionato) Antonio Molinari